Museo Civico P.A. Garda

L'antico monastero di Santa Chiara, sitiuato in Piazza Ottinetti, nel cuore di Ivrea, dopo anni di chiusura e importanti lavori di restauro ospita oggi il museo, frutto della collezione archeologica cittadina e delle donazioni di privati, che con un rinnovato allestimento restituisce alla città le preziose collezioni di archeologia, arte orientale e opere pittoriche.

Caratterizzato da rotazioni periodiche delle collezioni, mostre temporanee, pubblicazioni ed eventi, il percorso museale si articola in tre sezioni principali.
La collezione archeologica raccoglie le testimonianze della città e del suo territorio dall’età neolitica fino al periodo basso medievale. La storia più intensamente documentata è quella romana, grazie a opere e manufatti del periodo della colonia di Eporedia e del successivo periodo della centuriazione del territorio. Un importante reperto della sezione che testimonia questo periodo è la stele del gromatico (la groma era lo strumento con cui comunemente i Romani eseguivano la misurazione dei campi), oltre ad un miliario e a timpano. Il primo nucleo della collezione fu raccolto dal conte Carlo Francesco Baldassarre Perrone, coadiuvato dal conte Paolo Pinchia.
La collezione d'arte orientale, caratterizzata da una ricca varietà di oggetti realizzati con diversi materiali (metallo, porcellana, lacca, carta, seta, legno, bambù, avorio, guscio di tartaruga, vetro, paglia) è il frutto della raccolta personale di Pier Alessandro Garda e della raccolta di Palazzo Giusiana, prima sede del museo. Tra i due fondi, quello del Garda comprende per la gran parte oggetti provenienti dal Giappone, mentre il secondo – già di proprietà del conte Carlo Francesco Baldassarre Perrone (1718-1802) – comprende diversi oggetti cinesi e di altri paesi asiatici.
La collezione Croff è composta da quadri di artisti di notevole importanza, pervenuti al Comune di Ivrea grazie alle volontà testamentarie della signora Lucia Guelpa (e in seguito affidati dal Comune medesimo alla Fondazione Guelpa, appositamente costituita). La formazione umanistica e la passione per l'arte spinsero Abdone Croff a collezionare una cinquantina di dipinti e disegni, fra i quali alcuni capolavori di Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, Giorgio De Chirico. Completa la collezione una raccolta di copie delle lettere scritte tra la seconda metà degli anni Trenta e il 1946 agli artisti, agli antiquari e ai mercanti d'arte, e le relative risposte che consentono di ricreare l'atmosfera in cui si è formata.

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